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Premessa

Gruppo 8 - F.C.I.: Cani da Riporto, da Cerca e da Acqua
Razza n.121
Paese di origine: Inghilterra

Lo Standard di una razza rappresenta l'essenzialità delle caratteristiche morfologiche e funzionali, fissate dagli allevatori nel tempo in modo definitivo.
Questo significa che non sono le mode che possono influenzare l'opera frutto di anni di attento lavoro da parte di esperti appassionati.
Lo Standard è un patrimonio che non va dilapidato o immolato con leggerezza sull'altare della vanità o dell'interesse: gli allevatori, i proprietari, gli appassionati tutti devono esserne i rigidi tutori mentre i Giudici ne sono gli interpreti.

Questa premessa è necessaria per comprendere il senso di questo commento allo Standard che vuole essere un aiuto quando la indispensabile stringatezza delle definizioni può creare delle perplessità o può indurre a deviazioni.
Ci siamo pertanto avvalsi delle valutazioni verbali e scritte di giudici specialisti e allevatori che hanno avuto la compiacenza di renderci dichiarazioni e consigli. Abbiamo anche riportato i pareri che, dalle origini, hanno segnato l'evoluzione della razza, più per una memoria storica che per un effettivo arricchimento interpretativo.
I nomi citati sono quelli dei maggiori esperti inglesi che in passato hanno contribuito a conferire al Flatcoated la sua attuale dignità e ad affermare il suo irresistibile fascino.

Salvo poche eccezioni, i giudici specialisti sono rari e gli "allrounders" non possiedono sensibilità e specificità sufficienti. Troppe volte, specie in esposizione, assistiamo a libere interpretazioni dello Standard sovente motivate da conoscenze generiche e da convinzioni generalizzate. Ogni razza va conosciuta nell'intimo e non interpretata in base ad approssimativi giudizi; per ovviare a questa pericolosa comoda tendenza lo Standard sempre deve sovvenire.
La fantasia nei casi dubbi non aiuta, ma anzi aggrava le situazioni dando vita a precedenti che, a lungo andare, trasformano le eccezioni in regole, le approssimazioni in convincimenti.
Peccato che queste regole e convincimenti siano sovente sbagliati e fuorvianti!
Chi alleva, ed in particolare chi si accinge a farlo senza eccessiva esperienza, deve prevedere gli inevitabili insuccessi, che sono i primi scalini per giungere in cima alla scala che porta al successo.
Anche per costoro lo Standard deve rappresentare insieme la strada da percorrere e la meta da raggiungere senza cedere alle lusinghe dei risultati espositivi che hanno alla base superficialità e leggerezza.
Le costruzioni solide sono quelle fondate su basi incrollabili che resistono nel tempo e garantiscono risorse a cui sempre poter attingere.
Ultima breve considerazione sul "tipo".
Per molti è il paravento dietro al quale nascondere le deviazioni e i difetti. D'altronde anche fra gli umani "un bel tipo" non sempre rappresenta la quint'essenza della perfezione! Perché allora illudersi che il "tipo" nel cane prescinda dallo Standard?
Il "tipo" (inteso come struttura architettonica esteriore) non è che la presenza di specifiche caratteristiche che apportano coloriture nel rispetto assoluto dello Standard.
Sovente si tratta di caratteri distintivi, morfologici e fisiologici che portano ad un adattamento strutturale preciso, ma che non possono mai equivalere a distorsioni.
Lo Standard è l'equilibrio, la media ponderale che dà alla razza che descrive l'importanza della semplicità, la piacevolezza delle proporzioni. Le esagerazioni, appariscenti e quindi di immediata percezione, pericolosamente indicate come pregi, vanno considerate sempre con attenzione. La gestione degli ipertipi nell'allevamento è materia per pochi esperti e se affrontata con leggerezza produce danni di difficile eliminazione.
Mai temere di chiedere per avere spiegazioni. Tutti impariamo qualche cosa di nuovo ogni giorno, ma ci vuole tempo per capire quello che abbiamo imparato!